Prefazione

























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Grazie alla sollecita e qualificata risposta da parte degli artisti di Firenze e della Toscana, anche quest'anno la raccolta di opere d'arte da vendere all'asta per devolvere il ricavato a "Fiorgen" ha dato risultati eccellenti, che superano perfino le speranze iniziali. La mostra temporanea che precede l'asta, allestita in uno spazio straordinario qual è il lungo corridoio del Museo Archeologico fiorentino, si può ben considerare un'antologia altamente rappresentativa di personaggi e movimenti dell'arte odierna.

Il connubio fra arte e scienza, che questa iniziativa a favore di "Fiorgen" ripristina sulla base della sensibilità attuale, è tra i caratteri positivi di questa manifestazione, che proprio a Firenze rievoca la mentalità di origine rinascimentale, secondo la quale lo studio della natura e la creatività nei diversi campi artistici potevano unirsi in una sola persona, o allearsi entro un "lavoro di squadra" tra esperti diversi.

I Medici prima, i Lorena poi favorirono - è noto - le arti in ogni loro espressione: ma quel che è forse meno noto, e dunque da valorizzare, è il loro costante patrocinio della ricerca nelle scienze naturali, per le quali l'Accademia del Cimento, fondata nel 1657 dagli allievi e seguaci di Galileo, fu un illustre caposaldo. E d'altronde proprio da Firenze aveva preso le mosse Leonardo, un genio universale che riuniva in sé l'attitudine scientifica a indagare la natura e i suoi fenomeni, così come la capacità artistica di "fissare" le informazioni nel disegno e di creare originali opere d'arte.

Dunque, se c'è un luogo dove l'arte e la scienza possono tornare a dialogare in termini di attualità è proprio Firenze, con la sua tradizione artistica d'eccellenza e la sua dotazione di centri di ricerca scientifica altrettanto eccellenti, sebbene più noti alla comunità scientifica internazionale che ai concittadini stessi.

Con questa bella iniziativa sostenuta dalla generosità degli artisti, che si colloca per l'appunto in apertura di un anno "scientifico" in quanto dedicato a Galileo per il perfezionamento del cannocchiale (1609), "Fiorgen" si radica più profondamente nella conoscenza e nell'apprezzamento della società fiorentina.

Cristina Acidini

Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Firenze